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VESPA CLUB SIRMIONE


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ELEFANTENTREFFEN

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ELEFANTENTREFFEN 2013

Questa avventura potremmo riassumerla in tre parole, tanta PIOGGIA, tanto FANGO, tanta NEVE. E’ questo quello che hanno trovato i 5 vespisti Sirmionesi che hanno affrontato il viaggio che li ha portati al raduno motociclistico piu duro d’Europa l’Elefantentreffen. I soci del Vespa club Sirmione hanno voluto ripetere l’impresa dopo la gelida edizione del 2011, questo il racconto:
Partiti da Sirmione all’alba di venerdì con tempo nuvolo e temperatura di poco sotto lo zero abbiamo percorso tutta la Val d’Adige fino al passo del Brennero dove ad accoglierci abbiamo trovato una leggera pioggia. Percorrendo la bellissima e panoramica strada che corre sotto al ponte Europa siamo passati da Innsbruck per poi immettersi in Germania nella zona dei castelli Bavaresi, sosta a Fussen sotto ad un vero diluvio, che ci impedisce parzialmente di godere della vista dei castelli di Ludwig. Si decide di continuare percorrendo un tratto di Romantic strasse, per poi dirigersi verso Monaco, sempre accompagnati da una scrosciante pioggia. Grazie allo specifico abbigliamento tecnico fornito dalla Tucano Urbano restiamo comunque asciutti, cosa indispensabile per poter fare giornate di 600 km di guida con qualsiasi condizione meteo. Concludiamo la prima giornata di viaggio in una tipica e tradizionale birreria pianificando i particolari del proseguimento del raid.
Il sabato sempre sotto ad una pioggia battente percorriamo i 180 km che portano a Solla, dove in un letterale mare di fango, giungiamo alla meta. Purtroppo l’acqua ed il fango hanno rovinato l’evento, infatti in pochi se la sentono di piantare l’accampamento in queste condizioni e restano solo per il tempo di un giro nella mitica Fossa. Dopo alcune ore, e dopo aver fatto un giro ed aver conosciuto e chiacchierato con motociclisti di varie parti d’Europa, si decide di tornare verso Monaco, passando dalla zona aeroportuale incuriositi dal bel museo aeronautico sito nella zona, ci vorrà diverso tempo e acqua per togliersi di dosso tutto il fango bavarese.
La domenica vede l’alba sotto ad una copiosa coltre bianca, che renderà difficoltoso il rientro verso casa, infatti subito dopo aver lasciato la città ci troviamo a dover affrontare una fitta nevicata che ogni pochi secondi s’incolla alla visiera del casco e rende necessario il continuo staccare la mano dal manubrio per pulirla, la strada è tutta ricoperta e nonostante le gomme termiche con cui sono equipaggiate le nostre Vespa si procede con estrema cautela ad una velocità molto bassa, a tratti riusciamo ad avanzare solo sfruttando le scie lasciate nella neve dalle auto che ci precedono. Dopo diverso tempo in queste condizioni, veniamo presi da un po’ di sconforto che cresce quando uno dei PX inizia ad avere problemi all’acceleratore. Veniamo costretti ad una sosta a ciglio strada per provare ad effettuare una riparazione d’emergenza, ma con la neve ed il freddo che gela le mani non è facile. Si prova comunque a ripartire, ma affrontando la salita verso Innsbruck ci si accorge che non è proprio giornata, il PX di Pietro non ne vuole sapere e continua a restare accelerato al massimo, troppo pericoloso continuare cosi, bisogna fermarsi di nuovo !!
Troviamo spazio in un area di servizio dove si smonta la Vespa alla ricerca del guasto. A causa del freddo intenso si è congelato il grasso all’interno dei cavi di comando che vengono sostituiti, nel frattempo si fermano alcuni motociclisti che si scopre essere anche Vespisti i quali ci hanno prestato del materiale per concludere la riparazione. La sosta e l’intervento fuori programma all’ombra ci ha congelato le mani, e prima di ripartire proviamo a riscaldarci un po’ nel piccolo autogrill, ma il tempo incalza, ed il Brennero ci attende, bisogna ripartire!! Il confine Italiano ci accoglie regalandoci uno meraviglioso panorama alpino illuminato da uno splendido sole, che ci accompagnerà, veloci lungo tutta la Val d’Adige fino al sua tramonto, verso casa, verso il nostro amato lago.
Siamo giunti al termine di questa avventura felici e provati, ma questo viaggio per certi versi particolare, ci ha fatto acquisire una nuova e grande esperienza di cui faremo tesoro per i prossimi raid.


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